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14 Novembre Nov 2014 1430 2 years ago

Il prezioso e antico albo donatori svela una storia di popolo

Un viaggio nel tempo per scoprire usanze e tradizioni della raccolta fondi promossa dalla Veneranda Fabbrica. Scopriamo insieme i nomi di chi “ha scolpito il proprio nome nella storia” cinquecento anni fa


La Veneranda Fabbrica del Duomo ha proseguito il suo compito nei secoli grazie alla generosità di tutti i milanesi che contribuivano in modo costante alla prosecuzione degli interventi in opera sul Monumento.Il grande cantiere faceva tesoro della generosità popolare che ne permetteva l’avanzamento. Il sentimento di coinvolgimento della cittadinanza era tale che la Veneranda Fabbrica del Duomo contraccambiava queste liberalità non solo garantendo la prosecuzione dei lavori, ma anche con gesti piccoli, di immediata gratitudine. L’Archivio della Veneranda Fabbrica, scrigno di questo racconto, conserva tra i molti documenti un registro, che riporta i nomi di coloro i quali in cambio della generosità nei confronti del Duomo, ricevevano un bicchiere di vino!

I nomi di piccoli donatori sono così sopravvissuti fino ai giorni nostri, come Martino da Pavia, o Bartolomeo a Borgomanero, del campanaro, del facchino, e del “pristino”, proprio quello che Alessandro Manzoni descrive nei Promessi Sposi, nel racconto dell’assalto ai forni!

Questo prezioso registro, della metà del ‘500, racconta con il solo elenco di nomi la storia e il coinvolgimento della città alla costruzione della Cattedrale. Pagina dopo pagina riaffiorano gli stralci del sentimento popolare di partecipazione che ha fatto del Duomo quell’incomparabile mosaico del bello che sfida il tempo. 

I nomi di tutti i donatori sono passati nella storia. Oggi è ancora possibile ripercorrere questo grande racconto di popolo, partecipando alla campagna Adotta una guglia a sostegno dei restauri del Monumento! Un’opera che non si fermerà mai e che necessita dell’attenzione e del sostegno di tutti.