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6 Maggio Mag 2016 0853 9 months ago

Gli Annali del Duomo di Milano

Un dono che rinasce con il restauro dell’Archivio che sarà inaugurato il 30 maggio

“Meglio ancora che encomio, è dovuta riconoscente ammirazione a quei nostri maggiori, che con tanta generosità, concorsero a fornire i mezzi per la gigantesca costruzione. Senza differenza di classe, tutti accorrevano a portare il proprio obolo per la grande impresa, non solo con le materiali offerte di danaro e di robe, ma ben anco col lavoro manuale”.
(Annali della Fabbrica del Duomo, Appendici Vol.1, p.9) 

Come nascono gli Annali della Fabbrica?
Correva l’anno 1867. Durante la seduta del Consiglio di Amministrazione del 12 Marzo fu scritta una lettera dai Signori Amministratori della Fabbrica del Duomo ove si legge: “Dietro proposta e sotto direzione dell'egregio collega avv. Casanova, l'Amministrazione della Fabbrica del Duomo ha fatto riordinare, trascrivere, ed in parte riassumere la raccolta (esistente, meno pochissime eccezioni, nell'archivio della Fabbrica) delle ordinazioni capitolari dell'Amministrazione stessa, le quali principiano coll'anno 1387 e giungono sino ai tempi nostri”.
L’obiettivo di tale decisione fu quella di rendere fruibili e facilmente consultabili i volumi, fino a quel momento sparsi: documenti, dati che si riferiscono alla dominazione Viscontea e Sforzesca per gran parte e dell’intermedia Repubblica ambrosiana. Gli Annali, così costituiti, avrebbero riportato la storia della città di Milano, le arti, le industrie, i salari e gli usi locali, ma soprattutto avrebbero portato memoria di moltissimi personaggi e famiglie milanesi. Questo lavoro di raccolta e archiviazione sarebbe fu messo a disposizione e a vantaggio degli studiosi e delle loro ricerche. 

Una curiosità. Chi pensò al nome di Annali e perché?
Non tutti sanno che fu Cesare Cantù, celebre letterato confidente di Alessandro Manzoni ed autore della monumentale Storia Universale che il 27 Marzo 1875, in risposta alla richiesta di pubblicazione da parte del Consiglio di Amministrazione della Fabbrica previa delibera, suggerì il titolo di Annali della fabbrica del Duomo “tanta è la ricchezza di notizie che offre per la storia patria, per l'economia, per l'arte”.

Uno sguardo sempre rivolto al futuro
“Noi qui però non intraprendiamo una storia, bensì le prepariamo materiali”.
Già chiara fin dal 1867 era l’intenzione lungimirante della Fabbrica circa la compilazione degli Annali. Infatti, questi atti non si proponevano soltanto di raccontare la storia della costruzione della Cattedrale, ma soprattutto quella della sua amministrazione, da cui si traggono preziose notizie non solo artistiche, ma anche civili; “preziose” per chi è persuaso che la storia non sia soltanto caratterizzata da generalità vaghe e piene di “inciampi”, ma conservi il privilegio dell’osservazione dei fatti.
Non a caso, nel ‘300, quest’opera fu voluta e affidata alla cura del suo popolo: ognuno dei sei quartieri di Milano avrebbe scelto circa cinquanta cittadini per coadiuvare il Consiglio di Amministrazione nella costruzione della Cattedrale.
Inoltre, l’amministrazione economica del patrimonio ha portato a conoscenza dei prezzi delle derrate, del valore dei fondi, dei cavalli, del vino, del pane, delle Messe, degli uffizi, ma anche delle monete, dei metalli, delle compere e degli affitti di case e di poderi, a cui si aggiungono processi tecnici, costumi e riti.
"A onor di Dio e della B. V. sub cujus vocabulo, JAM MULTO RETRO TEMPORIBUS, initiata est, et nunc divina inspiratione et suocondigno favore fabbricatur".

Un dono che rinasce con il restauro dell’Archivio
Gli Annali sono stati un grande dono del Consiglio della Veneranda Fabbrica alla città ed alle future generazioni. Proprio per questo motivo, la Veneranda Fabbrica decide oggi di proseguire nel segno di questo percorso, inaugurando il 30 Maggio 2016 il restauro dell’Archivio e la digitalizzazione online degli Annali. Essi potranno così essere fruibili a tutti, direttamente dal portale duomomilano.it, per raccontare non solo la storia del Duomo, simbolo della città nel mondo, ma anche quella del popolo milanese che lo ha costruito eternando la sua bellezza ed identità.