FV1112
...
6 Maggio Mag 2016 1018 11 months ago

Le cicatrici del Duomo di Milano in guerra

Dalle pagine degli “Annali della Fabbrica” il dramma della Cattedrale tra Prima e Seconda Guerra Mondiale

In occasione dell’inaugurazione del restauro dell’Archivio della Veneranda Fabbrica del Duomo di Milano, che si celebrerà il 26 maggio prossimo, saranno finalmente resi disponibili in formato digitale sul portale duomomilano.it gli “Annali della Fabbrica del Duomo di Milano: deposito vivo di un’esperienza milanese ed europea, dove grande Storia e piccoli racconti si intrecciano.
Il Duomo non è semplicemente una Cattedrale, ma un qualcosa di unico con un’architettura che rispecchia la volontà del popolo milanese.
Nella Storia come nelle pagine degli Annali, che ne portano memoria, rimangono le tracce e le cicatrici che le due Guerre Mondiali hanno inflitto all’umanità intera. Un graffio su un quadro sociale dipinto dal contributo di ogni cittadino.

Date le particolari circostanza di stato di guerra in cui versa il paese si sospende la salita sul Duomo.
(24 Maggio 1915)

Provvedimenti di sicurezza per la “Tutela del Tempio"
(24 febbraio 1916) L’Architetto della Fabbrica comunica al Sovrintendente ai Monumenti di Lombardia che in Duomo, a tutela del Monumento e sue opere d’arte, si sono presi i seguenti provvedimenti (…)
La Prima Guerra Mondiale inizia per l’Italia il 24 maggio 1915. Milano è lontana dalla zona del fronte, ma ne costituisce la città più prossima delle retrovie interne. Il fronte si estendeva infatti dallo Stelvio all’Adriatico, comprendendo quindi una parte dell’attuale Lombardia.
Si era già iniziata e stava proseguendo la rimozione delle vetrate che sarebbero state riposte in un sotterraneo del palazzo di Amministrazione in Camposanto e sostituite con opportuna intelaiatura di legno rivestita di tela.
Solo per il secondo conflitto mondiale fu disposta la copertura della Madonnina con un panno grigioverde, nonostante il provvedimento non fosse considerato sufficiente per la sua protezione già nel 1915. Solenne lo scoprimento a guerra finita in data 6 maggio 1945 ad opera del Card. Schuster. Per quanto riguarda gli oggetti di maggior pregio del Tesoro del Duomo e della tomba di san Carlo, il Consiglio ne autorizzò la consegna al Governo per il trasferimento in località più sicure. Il 18 novembre 1917 il sen. Emanuele Greppi con mons. Carlo Confalonieri e l’arch. Adolfo Zacchi intervennero per riporlo in “cauta e segreta custodia”* la restituzione in perfetto stato di conservazione fu registrata il 1 dicembre 1918, ad un mese dalla cessazione delle ostilità.
I documenti dell’Archivio della Cappella Musicale del Duomo furono raccolti e imballati in apposite casse e trasportati a Roma, a cura della Sovrintendenza, per essere custoditi nel Palazzo degli Archivi. L’elenco fu redatto dal prof. Gaetano Cesari. La consegna fu effettuata in data 3 luglio 1918. 

La Seconda Guerra Mondiale – Disposizioni e restauri
I provvedimenti di difesa per le opere d’arte più rimarchevoli in Duomo furono fissati dal Soprintendente prof. Gino Chierici il 23 luglio 1940.
Escludendo la possibilità di proteggere l’intera mole del Monumento o parte di essa, come ad esempio la facciata o la Guglia Maggiore, furono indicati dal professore determinati elementi artistici e architettonici, quali Archivio storico, vetrate, Tesoro e Urna di San Carlo. 
26 aprile 1944) Governo della Fabbrica – Rendiconto morale
“Il Reggente rimette al Capo della Provincia i Rendiconti Generali del 1942, compilazione ritardata e dagli eventi straordinari, quali sinistri sofferti dal Duomo e dalla Fabbrica durante gli attacchi aerei, e la fluidità della situazione attuale”.
Nonostante la mancanza di materiali e la rarefazione della mano d’opera, dovute alle circostanze di emergenza, fu proseguita la lavorazione dei marmi per il pavimento del Duomo, ma sospesa la messa in opera. Anche le maestranze delle Cave di Candoglia, pur in forza ridotta, conservò la sua efficienza. La Reggenza, dal canto suo, non perse mai di vista il fabbisogno prevedibile per il dopoguerra nella gestione della Veneranda Fabbrica; questo si rivelò lungimirante, tanto più dopo i danni cospicui sofferti dal Duomo a seguito dei bombardamenti dell’agosto 1943. Per il periodo compreso fra il 1945 e il 1947 sono scarse le testimonianze dagli Annali e per la maggior parte pratiche per la liquidazione dei danni di guerra e istanze alla Prefettura di Milano per risarcimento danni.
Mai la Veneranda fabbrica del Duomo perse di vista la sua città ed il popolo milanese, poiché la costruzione e la ricostruzione della Cattedrale di Milano furono una missione collettiva e condivisa. In effetti curiosa è una notizia del 1944 dove si ricorda della collocazione di un “binoccolo” sul Duomo. Per quale motivo?
Scoprite questa e molte altre notizie su queste pagine dal 26 maggio 2016, data di inaugurazione del restauro dell’Archivio della Veneranda Fabbrica del Duomo di Milano.

Milano: restauri Duomo-incursione aerea
Giornale Luce C0392 del 15/04/1944
Archivio Storico Luce
Istituto Luce Cinecittà


* “Il sottoscritto, Vice Prefetto dei SS.PP.AA., per incarico speciale di Sua Eminenza Cardinale Piero Gasparri, Segretario di Stato di Sua Santità e Prefetto dei SS.PP.AA., dichiara di aver ricevuto in custodia in questo apostolico Palazzo, per la durata della guerra, dal Sig. Comm. Ettore Modigliani, direttore della Pinacoteca di Brera in Milano e Soprintendente alle Gallerie e agli oggetti d’arte in Lombardia, in presenza dell’Illustrissimo e Reverendissimo Mons. Carlo Brera del Consiglio di Amministrazione della Veneranda Fabbrica del Duomo di Milano e del Sig. Arch. Adolfo Zacchi tre casse di abete con sigilli di piombo della Pinacoteca di Brera (…) In dette casse il Comm. Modigliani attesta essere contenuti oggetti del Tesoro del Duomo di Milano”.