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19 Settembre Set 2016 0900 5 months ago

Le antiche porte del Duomo

Quando la Cattedrale attendeva le ultime grandi opere per il compimento della facciata


Osservando con occhi attenti quest’antica fotografia ci colpisce subito un dettaglio: le porte del Duomo non sono le maestose imposte bronzee che ben conosciamo, ma semplici battenti di legno sui quali sono ancora visibili strappi di vecchi manifesti affissi.

Difficile immaginare un monumento quale la cattedrale milanese sprovvisto di un degno e imponente accesso, eppure all’epoca dello scatto, ovvero alla fine dell’Ottocento, i cinque ingressi si presentavano così allo sguardo di coloro che attraversavano la piazza.

La realizzazione delle porte attuali risale infatti ad un periodo relativamente recente, ovvero quello compreso tra il 1909 e il 1965, nonostante fossero previste fin dal progetto di facciata cinquecentesco di Pellegrino Tibaldi.

Fu la cosiddetta porta Pogliaghi, dedicata alla Vergine, la prima ad essere portata a termine anche grazie al lascito dell’illustre conte Mellerio, che donò una cospicua somma alla Fabbrica destinandola interamente alle opere necessarie alla conclusione della facciata.

Successivamente furono realizzate le porte Minerbi, Castiglioni e Lombardi, dedicate rispettivamente agli inizi del cristianesimo milanese, alla vita di sant’Ambrogio e al contributo della chiesa milanese alla formazione del libero comune e delle crociate.

L’inaugurazione dell’ultima porta, la porta Minguzzi dedicata ai fasti del Duomo, fu avvertita dalla cittadinanza come il compimento di una “fabbrica” durata sei secoli e contemporaneamente come l’inizio di un nuovo lunghissimo capitolo tutto ancora da scrivere, quello dei restauri e della vita futura della cattedrale.