Documento Mese Gennaio2017
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Antichi Documenti Inediti dall’Archivio della Fabbrica. Milano si racconta

Il Documento del Mese di Gennaio 2017

L’Archivio della Veneranda Fabbrica del Duomo, oggi frequentato da numerosi studiosi italiani e stranieri per le straordinarie fonti storiche che conserva, è stato da sempre custodito con attenzione e ad esso si sono rivolti anche nel passato coloro che volevano indagare non solo la storia della meravigliosa cattedrale milanese, ma più in generale la storia dell’arte lombarda e quella di Milano.

Il documento che presentiamo questo mese è un’interessante quanto antica richiesta di consultazione, rivolta dall’abate Antonio Albuzzi (1738-1802) alli Signori Rettore e Deputati della Veneranda Fabbrica del Duomo. L’istanza, datata 24 luglio 1773 (AVFD, AS 481, fasc. 7), nasceva dall’incarico ricevuto dall’erudito varesino da parte del governo austroungarico, nella persona del conte Firmian, di redigere una Storia dei pittori, scultori e architetti milanesi.

L’erudito Albuzzi, dunque, nel luglio 1773 scrisse alla Veneranda Fabbrica chiedendo di poter liberamente esaminare nell’Archivio della Veneranda Fabbrica quelli libri che far possono al suo proposito, ovvero per tessere la storia delle Arti e degli Artefici Milanesi. I libri cui accenna l’Albuzzi sono i preziosissimi volumi delle Ordinazioni Capitolari, ovvero le raccolte dei verbali delle adunanze del Capitolo, ora Consiglio di Amministrazione.

Oggi come allora, questi volumi, costituiscono una fonte storica di straordinario interesse, in primis per la continuità cronologica che l’attenzione della Veneranda Fabbrica ha saputo custodire: la serie è infatti ininterrotta dalla fine del Trecento ad oggi.

Le approfondite ricerche dell’Albuzzi, che si rivolsero anche ad altri archivi milanesi, confluirono nell’importante manoscritto conservato presso la Biblioteca della Veneranda Fabbrica del Duomo, intitolato Memorie per servire alla storia de’ Pittori, Scultori e Architetti Milanesi. Come si evince dalla recente prima edizione critica del manoscritto, pubblicata a cura di Stefano Bruzzese nel 2015, «si tratta del primo tentativo di ricostruire le vicende delle antiche scuole artistiche lombarde, e soprattutto di Milano, ancora sprovvista di una propria storiografia artistica al contrario di altre maggiori città d’Italia. […] Le Memorie di Albuzzi rappresentano un testo innovativo dal punto di vista metodologico, e ben rappresentano il combinarsi di erudizione antiquaria e aspirazioni universali dell’epoca».

Come nel lontano Settecento, ancora oggi l’Archivio della Veneranda Fabbrica del Duomo è aperto alla libera consultazione di ricercatori e studiosi.