Documento del Mese di Settembre 2017 2
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Scolpire la memoria

Il Documento del Mese di Settembre 2017

Nel mese di settembre, con l’ingresso del nuovo arcivescovo, la Chiesa Ambrosiana vivrà un momento di grande festa e di gioia. Come di ogni grande fatto che riguarda la Chiesa milanese, di questo avvicendamento rimarrà un segno visibile nella Cattedrale: nella terza campata della navata meridionale del Duomo, infatti, campeggia una grande lapide che ricorda, in successione cronologica, tutti gli arcivescovi milanesi: qui verrà inciso il nome di mons. Delpini e l’anno della sua elezione.

Come si evince da un corposo fascicolo conservato presso l’Archivio della Veneranda Fabbrica (AD, Lavori Duomo, cart. 74 fasc. 2), la lapide fu realizzata negli anni ’70 dell’Ottocento su proposta di un consigliere della Fabbrica, il marchese Francesco Cusani, che suggerì, approfittando dei lavori in corso in prossimità della Sacrestia Aquilonare, di arricchire la parete con l’elenco degli arcivescovi, che «decorando il tempio gioverebbe a schiarire una parte della storia patria pochissimo conosciuta».

Accolto con favore il suggerimento, il Consiglio incaricò lo stesso Cusani di redigere la cronotassi e quindi il testo da inserire nella lapide. In una dettagliata relazione del 15 marzo 1871 il Cusani espose criteri e fonti ed esiti della propria ricerca, ovvero un elenco che prevedeva una numerazione progressiva, nome e cognome dell’arcivescovo, la provenienza geografica, le date di elezione e di morte e la località di sepoltura, laddove nota. Quest’ultimo dato, ritenuto troppo impegnativo nella composizione grafica della lapide, non venne poi recepito nella realizzazione definitiva.

L’elenco, disposto su tre colonne, è sormontato, in ciascuna di esse, da una parte decorativa. A sinistra compaiono il pastorale e la mitra, insegne del ministero episcopale; al centro il pallio, insegna riservata al pontefice e agli arcivescovi metropoliti; a destra la croce astile e il Vangelo. Esso reca la scritta Euntes docete omnes gentes (Mt 28, 19): la citazione, scelta tra molte altre come si ricava da un documento conservato in Archivio, risulta particolarmente significativa in quanto il passo evangelico nel suo proseguimento (Euntes ergo docete omnes gentes baptizantes eos in nomine Patris et Filii et Spiritus Sancti …) richiama a un compito pastorale caro al santo patrono Ambrogio, che a pochi metri da questa lapide, nel battistero di San Giovanni alle Fonti, battezzò Sant’Agostino.

A fine Ottocento dunque la Veneranda Fabbrica volle scolpire nel marmo la memoria della lunga teoria di arcivescovi che guidarono la Chiesa Ambrosiana. A più di un secolo di distanza questa volontà permane e la Fabbrica saluta il nuovo arcivescovo rinnovando il proprio impegno nella tutela, conservazione e valorizzazione della Cattedrale, simbolo di Fede e di Arte.