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6 Luglio Lug 2018 1105 12 days ago

Milano festeggia la vittoria della Prima Guerra Mondiale

Il solenne “Te Deum” per la vittoria celebrato al Duomo di Milano

Il 24 ottobre 1918 il Regio Esercito dà inizio nella regione del monte Grappa all’offensiva che porterà, dopo quarantuno mesi di guerra “ininterrotta ed asprissima”, alla sconfitta finale dell’Austria-Ungheria. Undici giorni dopo, il bollettino di guerra, redatto quotidianamente e firmato dal Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, reciterà con una solenne retorica la cessazione delle ostilità, il disfacimento e la ritirata delle truppe austro-ungariche e la finale decisiva vittoria delle truppe italiane.

“La fulminea arditissima avanzata del 29° corpo d' Armata su Trento ha determinato ieri lo sfacelo totale della fronte avversaria. […]L' Esercito austro-ungarico è annientato. […]I resti di quello che fu uno dei più potenti eserciti del mondo risalgono in disordine e senza speranza le valli, che avevano disceso con orgogliosa sicurezza.” Firmato: DIAZ

Quando in quello stesso giorno attracca a Zara la torpediniera 55AS, con l’ordine di issare la bandiera italiana sul palazzo del Comune ammainando quella jugoslava, la popolazione si riversa sulle strade e si assiepa sulle banchine. La folla è in tripudio: il giorno atteso da anni è giunto; il tricolore inizia ad apparire ovunque, tra bandiere, coccarde, mazzi di fiori e altissime grida di “Viva l’Italia!”. Al passaggio della bandiera la gente si inginocchia. Nessuno può resistere alla potenza di questa scena. Tutti si commuovono e il tricolore sventola già alto sul pennone prima che il capitano di corvetta De Boccard si sia persino avvicinato. Qualcuno  l’ha alzato non appena la torpediniera è entrata nel porto.

In ogni città la popolazione affolla le strade e le piazze con entusiasmo sempre crescente, vengono intonati canti patriottici e le celebrazioni si svolgono nella più fervida gioia.

La città di Milano si riunisce in massa intorno al Duomo al cospetto di numerose autorità civili e militari, sia nazionali sia delle forze alleate. Sono le 15:15 del 7 novembre 1918 quando il Cardinale arcivescovo Ferrari appare e pronuncia un  “patriottico, nobilissimo discorso”, così definito in un articolo del Corriere della Sera del giorno seguente la cerimonia, conservato presso l’Archivio della Veneranda Fabbrica del Duomo insieme a documenti dell’Amministrazione della Fabbrica con cui si disponevano luoghi, modi e tempi della funzione di ringraziamento per la vittoria delle armi italiane.

Nella sua orazione il Cardinale riesce a fondere in perfetta armonia la lode per la vittoria militare dei nostri valorosi soldati e quella per il sostegno morale dato dai cittadini in preghiera alle truppe schierate sul fronte. La folla si riunisce al cospetto del portale del monumento che, intrecciato con strisce tricolori, offre quella austerità e quella grandiosità imprescindibili per celebrare degnamente gli ultimi gloriosi eventi, dimostrando come il Duomo di Milano abbia riservato un posto privilegiato oltre che nella storia della città, anche nel cuore dei suoi cittadini.