B Come Barite 02
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23 Novembre Nov 2018 1055 25 days ago

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La rivoluzione delle carte fotografiche: l’industrializzazione della fotografia

La più grande rivoluzione tecnica in ambito fotografico fu l’introduzione della barite intorno agli anni ‘80 dell’Ottocento. Questa sostanza composta da solfato di bario (BaSO4) consiste in una polvere bianca che, addizionata a della gelatina, crea uno strato protettivo tra la carta e l’emulsione.

Questo strato bianco rende la carta molto più brillante e permette di nascondere le imperfezioni della carta garantendo sia una migliore resa dell’immagine che una maggiore resistenza e durevolezza del supporto. Tali miglioramenti hanno permesso un aumento della produzione e della distribuzione della carta fotografica, da questo momento prodotta su scala industriale. Le carte baritate si riconoscono, se osservate con un lentino, appunto dalla non visibilità delle fibre della carta, a differenza delle carte albuminate in cui queste sono estremamente visibili.

I procedimenti di stampa fotografica si suddividono in tre gruppi a seconda degli strati presenti sulla carta: a uno strato, a due strati e tre strati. Nei procedimenti a uno strato si trovano le carte che non possiedono né un legante né un’emulsione tra la carta e lo strato fotosensibile, e in cui questo entra a contatto direttamente con il supporto. Fanno parte di questo gruppo le carte salate, i platinotipi e le cianotipie. I procedimenti a due strati, invece, utilizzano un legante in cui viene addizionato l’argento o i bicromati fotosensibili; alcune di queste tecniche sono le carte albuminate, i processi agli inchiostri grassi e le stampe ai pigmenti. Il terzo gruppo è appunto detto a tre strati perché composto dalla carta, da uno strato di barite e dall’emulsione fotosensibile. Ne fanno parte gli aristotipi  (carte ad annerimento diretto) sia alla gelatina che al collodio, e le carte a sviluppo, sia alla gelatina che al collodio.

La carta fotografica “moderna” contiene tutt’oggi barite, e si  distingue in Resin Coated e  Fiber Based Paper. La prima chiamata politenata è una carta plastificata di più bassa resa, la seconda chiamata baritata è la carta che somiglia maggiormente alle prime carte a sviluppo.

Nell’immagine si trovano a confronto una stampa all’albumina del 1863 circa e delle gelatine ai sali d’argento su carta baritata degli anni ’20 del Novecento, si può notare la differenza dei toni e della qualità dell’immagine dovuta ai due diversi procedimenti di stampa e alla preparazione della carta.