CSRX8016
...
6 Dicembre Dic 2018 1711 12 days ago

#ParoledArchivio D come diario dell'Architetto

Emozioni, restauri e molto altro negli appunti degli architetti del Duomo

Un cantiere come quello del Duomo di Milano, per antonomasia infinito, ha necessità di conservare con estrema cura la propria memoria. Ogni intervento, ogni decisione, ogni giorno di lavoro al cospetto del meraviglioso marmo di Candoglia costituiscono un passo fondamentale e delicato, che deve essere consapevole tanto del lungo passato che lo ha preceduto quanto del futuro che ha davanti a sé.

Chi ha avuto l’onore e l’onere di dirigere questo ineguagliabile cantiere nel tempo, cosciente della lunga storia nella quale prestava il proprio servizio, ha lasciato una traccia importante, documentando quotidianamente la propria attività. Testimonianza cardine di questa attività di annotazione e memoria sono i Diari dell’Architetto, puntuali relazioni conservate in Archivio.
A partire dall’inizio dell’Ottocento possiamo ricordare i Promemoria di Leopoldo Pollack, i Diari dell’architetto Adolfo Zacchi e gli appunti dell’ing. Ferrari da Passano, che lui stesso chiama Giorno per giorno.
Nelle righe pazientemente compilate da ciascuno si legge di sopralluoghi, adunanze, viaggi a Candoglia, trattative, ma anche di condizioni metereologiche, preoccupazioni e considerazioni personali. Non mancano annotazioni che lette ora non possono non generare emozione per la storia che ad esse è seguita, come quella che l’ing. Ferrari da Passano, protagonista della vita del cantiere del Duomo per quasi quarant’anni, scrive il suo primo giorno di lavoro in Veneranda Fabbrica: “1 luglio 1961: Inizio la mia attività presso la Fabbrica. Presentazioni al personale e all’Arch. Zacchi”.