F Come Ferrario
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20 Dicembre Dic 2018 1626 29 days ago

#ParoledArchivio F come Ferrario

Il fruttuoso sodalizio tra una famiglia di fotografi milanesi e l’Architetto della Fabbrica del Duomo

Nell’Archivio del Duomo si conservano centinaia di fotografie attribuibili con certezza allo Stabilimento fotografico Achille Ferrario di Milano, come queste due stampe alla gelatina che presentano sul cartoncino il timbro “Achille Ferrario Milano”.
Achille Ferrario (1848-1914) è attivo come fotografo già dal 1884 come indicato sulla Guida di Milano edita da Bernardoni e successivamente viene affiancato dal figlio Eugenio nella gestione dello stabilimento fotografico che mantiene il suo nome, di cui si hanno notizie fino al 1915. I Ferrario sono molto attivi nel campo della fotografia di opere d’arte e architettura, eseguono diverse fotografie della Certosa di Pavia, del Castello Sforzesco e tra il 1903 e il 1908 un’importante campagna fotografica del Cenacolo in occasione del restauro.
Le foto dei Ferrario conservate in Archivio documentano ampiamente e in maniera dettagliata gli interventi architettonici e decorativi che interessano il Duomo dalla fine del XIX sec. Data la presenza di una grande quantità di stampe e lastre negative si può affermare che le foto siano state eseguite su commissione della Fabbrica, probabilmente su proposta dell’allora Architetto della Fabbrica Adolfo Zacchi.
Un caso emblematico per comprendere l’importanza della collaborazione tra i Ferrario e Zacchi è la serie di foto realizzate in occasione della progettazione e della realizzazione della nuova falconatura di facciata. I Ferrario documentano infatti la facciata prima dell’intervento, come nella foto a sinistra, i disegni esecutivi, i modelli in gesso delle falconature sia in cantiere che in opera, e tramite fotomontaggi simulano in maniera efficace l’effetto finale sortito dalla nuova falconatura, come visibile nella foto a destra che presenta il marchio AZ dell’architetto.