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9 Gennaio Gen 2019 1429 9 days ago

#ParoledArchivio H come H.C. White Company

La ricerca della terza dimensione nella fotografia


La stereoscopia della H.C. White Company, con copyright del 1902, raffigura il fianco sud del Duomo di Milano con i suoi archi rampanti e le guglie. Essa è composta da due stampe al collodio montate su un cartoncino, realizzate con due obiettivi differenti e pensate per essere fruite con un apposito visore.

Il concetto di stereoscopia viene inventato nel 1838 da Sir Charles Wheatston che nel libro Philosophical Transactions descrive la visione binoculare collocando disegni geometrici della vista dei singoli occhi in una complessa macchina, che chiama appunto “Stereoscopia”. Nel ‘39 Wheatston si mette in contatto con Henry Fox Talbot, uno dei padri della fotografia, per chiedergli delle “Talbotipie” stereoscopiche in modo da illustrare più chiaramente i suoi studi. La stereoscopia tuttavia entra nell’uso pratico solo una decina d’anni dopo con l’invenzione di un visore facilmente utilizzabile, composto da due lenti e da un telaio mobile nel quale viene posta la foto.
La rivoluzione della fotografia stereoscopica consiste appunto nella possibilità di creare un’immagine che permetta di cogliere la terza dimensione della visione umana, la profondità.

Hawley C. White nel 1870 inizia la sua carriera in uno stabilimento di lenti per occhiali a New York. Nel 1874 si trasferisce nel Vermont dove apre una piccola fabbrica specializzata nella creazione di ottiche per la produzione di stereoscopie e, grazie all’esperienza nella preparazione delle lenti, i suoi strumenti si affermano come i migliori sul mercato. Dal 1899 Hawley si dedica anche alla realizzazione di fotografie stereoscopiche che riscuotono subito un grande successo di pubblico, tanto che, agli inizi del Novecento, lo stabilimento realizza il White Travel Tours una raccolta di vedute stereoscopiche di diverse città del mondo.

La stereoscopia qui riprodotta è stata donata all’Archivio della Veneranda Fabbrica:  
Una donazione per l’Archivio
Una curiosa immagine entrata a far parte della Fototeca della Fabbrica