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Il Duomo: una storia di luce

Il Documento del Mese di Dicembre 2018

Nella lunga storia della Cattedrale il capitolo dell’illuminazione elettrica è relativamente recente: il primo impianto elettrico risale infatti al 1929, anno in cui le Società Elettriche e la Edison si offrirono di sostenere i costi della realizzazione di un impianto di illuminazione, inaugurato in occasione dell’ingresso del card. Schuster a Milano l’8 settembre dello stesso anno. La fotografia qui riprodotta ci racconta quel momento, che fu certamente emozionante per l’intera città.
Prima di quell’anno tuttavia non dobbiamo immaginarci un Duomo sempre buio nelle ore notturne, anzi: il profilo maestoso e scenografico della Cattedrale, le sue innumerevoli parti decorative e la sua straordinaria bellezza animarono da sempre il desiderio dei milanesi di poterlo ammirare illuminato.
Fino al XX secolo, per realizzare questo desiderio, in particolare in occasione di ricorrenze e cerimonie religiose e civili, si ricorreva a sistemi pirotecnici ovvero a un’illuminazione cosiddetta a bengala.
Veri e propri fuochi d’artificio venivano disposti sulle terrazze del Duomo e lungo i camminamenti e, azionati contemporaneamente, illuminavano la Cattedrale sotto gli occhi ammirati e entusiasti della popolazione.
Questo sistema tuttavia, seppure innegabilmente scenografico, risultava estremamente dannoso per il Monumento, tanto che il Consiglio della Veneranda Fabbrica iniziò progressivamente, nel corso dell’Ottocento, a limitarne l’utilizzo solamente alle occasioni davvero irrinunciabili, fino ad arrivare a vietarlo definitivamente nel 1924. Di lì a poco sarebbe stato inaugurato il primo impianto elettrico. A distanza di novant’anni e alla luce dell’aggiornamento tecnologico la Veneranda Fabbrica scrive oggi un nuovo capitolo del suo “racconto di luce”.